
a cura redazione BLOG Giano PH
Nel cuore di uno dei conflitti più lunghi e controversi del mondo contemporaneo, quello israelo-palestinese, le donne hanno sempre avuto un ruolo. Invisibili per decenni nei racconti ufficiali, oggi le loro storie emergono da entrambi i lati del muro. Diverse, spesso contrapposte, eppure a tratti sorprendentemente simili: le donne palestinesi e israeliane si battono – ognuna a modo suo – per sopravvivere, per cambiare, per esistere.
Resistenza palestinese: donne in prima linea
La storia delle donne palestinesi è intrecciata con l’esilio, la memoria e la lotta. Dal trauma della Nakba nel 1948, in cui centinaia di migliaia di palestinesi furono espulsi o costretti a fuggire, alla resistenza attiva nelle Intifade, le donne hanno retto famiglie, tramandato cultura, curato feriti, scritto manifesti.
Alcune, come Leila Khaled, hanno impugnato le armi; altre hanno scelto la via dell’attivismo sociale e dell’educazione. Nei campi profughi e sotto occupazione, hanno trasformato la quotidianità in una forma di resistenza.
“La nostra forza non è nelle armi, ma nella memoria e nella voce”, disse una volta una profuga di Deheisheh.
Donne israeliane: tra potere e opposizione
Dall’altro lato, le donne israeliane hanno avuto accesso a ruoli pubblici e politici fin dalla nascita dello Stato. Golda Meir, unica premier donna nella storia d’Israele, fu considerata una delle “madri fondatrici” del Paese. Il servizio militare obbligatorio per le donne ha contribuito a renderle visibili, ma ha anche generato dibattiti sul militarismo e sul patriarcato insito nelle strutture di potere.
Negli anni ’80, gruppi come le Donne in Nero iniziarono a contestare apertamente l’occupazione israeliana, manifestando ogni settimana in silenzio per chiedere la pace. Molte di loro furono le prime a creare contatti con attiviste palestinesi, dando vita a reti di dialogo come Bat Shalom o Machsom Watch.
“Essere israeliane non ci impedisce di opporci alla guerra in nostro nome”, dichiarava una delle fondatrici di Donne in Nero.
Femminismo in armi o disarmato?
Il femminismo palestinese è, per forza di cose, un femminismo anticoloniale: non può separarsi dalla lotta per la liberazione nazionale. Le rivendicazioni di genere passano per il diritto alla casa, all’acqua, alla libertà di movimento.
In Israele, il femminismo ha un ventaglio più ampio: dalle battaglie per l’aborto e contro la violenza domestica, fino alle frange pacifiste che contestano l’occupazione militare. Ma anche qui, le donne arabe cittadine israeliane subiscono una doppia discriminazione: come donne e come palestinesi.
Quando il dialogo è possibile
Nonostante il conflitto, esistono spazi condivisi, spesso invisibili ma reali. Iniziative come “Parents Circle”, fondata da famiglie israeliane e palestinesi colpite dalla guerra, o gruppi di donne che lavorano insieme per l’educazione alla pace, testimoniano che il genere può diventare un ponte.
Ma sono tentativi fragili, spesso ostacolati da leggi, pregiudizi, paure.
Due destini intrecciati, due tipi di resistenza
- Le donne palestinesi resistono ogni giorno all’occupazione, alla perdita, alla marginalità. La loro forza è nella sopravvivenza, nella narrazione, nella presenza.
- Le donne israeliane lottano per trasformare uno Stato fondato sul militarismo e sul dominio. Alcune ne sono le protagoniste, altre le dissidenti.
Due storie diverse, eppure segnate dalla stessa parola chiave: resistenza.
Ecco una bibliografia aggiornata e multidisciplinare per approfondire il ruolo delle donne palestinesi e israeliane nella resistenza, nel potere e nella pace, con un focus particolare sulle prospettive femministe e intersezionali.
Bibliografia
Donne palestinesi
- Nada Elia, La Palestina è una questione femminista (2024)
Un’analisi intersezionale che mette al centro l’attivismo delle donne palestinesi, evidenziando come la resistenza non possa prescindere dal loro contributo. (Biblioteca Amilcar Cabral) - Fatima Oukermousse, Voci Silenziose, Azioni decise: Il Contributo delle Donne Palestinesi alla Resistenza e alla Pace (2023)
Tesi di laurea che esplora il ruolo delle donne palestinesi nel conflitto, analizzando le loro esperienze, contributi e sfide quotidiane. (Thesis Unipd) - Sarab Abu-Rabia-Queder, Palestinian Women in Israel: Identity, Power Relations and Coping (2010)
Studio approfondito sulla condizione delle donne palestinesi con cittadinanza israeliana, focalizzandosi su identità, potere e strategie di adattamento.
Donne israeliane
- Erella Shadmi, Una pace possibile. Israele-Palestina, la via matriarcale (2024)
Proposta di un ordine sociale alternativo basato su paradigmi femministi, evidenziando la necessità di un cambiamento di coscienza per una pace duratura. (Vanda Edizioni) - AA.VV., Israele-Palestina, donne senza più voce (2024)
Raccolta di testimonianze di donne israeliane e palestinesi dopo l’ottobre 2023, che riflettono su speranze, dolori e sfide nella ricerca di pace.
Prospettive comparative e collettive
- AA.VV., Voci dal conflitto (2021)
Raccolta di testimonianze di israeliani, palestinesi e attivisti per la pace, che offre una rappresentazione complessa del conflitto e delle sue implicazioni sociali e culturali. (Futura Editrice)
Documentari e film
- “Budrus” (2011)
Documentario che racconta la resistenza non violenta del villaggio palestinese di Budrus contro la costruzione del muro israeliano, evidenziando il ruolo delle donne nella mobilitazione. (WIRED)
Articoli e saggi recenti
- “Palestinian and Israeli Women Don’t Want to ‘Win.’ We Want Peace”
Articolo che esplora le iniziative congiunte di donne palestinesi e israeliane per promuovere la pace, evidenziando l’importanza dell’inclusività e della cooperazione. (Time) - “We all share the same pain”: can the Israeli-Palestinian peace movement rebuild after 7 October?
Analisi delle sfide affrontate dal movimento per la pace dopo l’attacco dell’ottobre 2023, con focus sulle difficoltà e le speranze degli attivisti. (The Guardian)



