VIDEO MESSAGGIO di NADIA MARI
Comunicato Stampa 15 ottobre 2025 (PDF)
“Punto e a Capo” è il podcast di Nadia (Traduttrice, scrittrice, podcaster), un viaggio tra parole, esperienze e nuovi inizi.
Ogni episodio è un invito a fermarsi, respirare e ripartire: attraverso racconti personali, conversazioni autentiche e riflessioni sui piccoli e grandi cambiamenti della storia, individuale e collettiva, Nadia accompagna gli ascoltatori in un percorso di scoperta, crescita e rinascita. Dalla quotidianità alle passioni, dalle sfide agli insight più sorprendenti, ogni puntata diventa un’occasione per voltare pagina, riflettere e, perché no, ricominciare da capo. Con uno stile sincero, leggero e mai banale, Nadia invita il pubblico a esplorare nuove prospettive, a lasciarsi ispirare e a riscoprire il valore della propria storia.
Qui trovate le mie storie, i progetti di scrittura e le voci che condivido attraverso il podcast Nadia, punto e a capo.
È un luogo nato dal desiderio di fermarsi un momento e ascoltare: parole, emozioni, domande che ogni giorno ci attraversano e che meritano attenzione e profondità.
Scrivere, per me, è un viaggio — reale e immaginario allo stesso tempo — che parte da dentro e si apre al mondo. È un modo per osservare la realtà con sguardo critico e empatico, per dare voce a ciò che spesso resta ai margini: le storie delle donne, le relazioni, le contraddizioni del nostro tempo.
Ogni parola è un passo in un percorso di conoscenza, un ponte tra l’interiorità e la realtà, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.
Credo nel potere delle parole: possono ferire, ma anche curare; possono confondere, ma anche illuminare. Qui, le uso per cercare significati e connessioni, e per condividere prospettive che parlino non solo di me, ma anche di noi — di ciò che viviamo, pensiamo e desideriamo come donne, come persone, come esseri umani, nella speranza che ogni lettore o ascoltatore possa ritrovare un frammento di sé in ciò che scrivo o racconto.
“Ciò che appare come un ostacolo spesso è il sentiero.” – Proverbio zen
Per informazioni e partecipazione contattaci:
nadia.mari@gianophaps.it | WA +39 3518921867
Ospiti della rubrica:
Sara Ronconi

PODCAST
Sostieni Giano Public History APS!
Aiutaci a promuovere la storia pubblica e la memoria collettiva con le nostre attività culturali, radio, blog, mostre e progetti di divulgazione. Ogni contributo, anche piccolo, fa la differenza.
Dona in modo semplice e sicuro tramite PayPal cliccando sul logo PayPal.
Grazie per essere parte della nostra comunità e per credere nella storia condivisa da tutti.
Giano Public History APS
Potete ascoltarci anche sui seguenti servizi di streaming
You can also listen to us on the following streaming services
GIANO Public History APS
è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
Sostienici con il 5×1000 : 97901110581























Brava Nadia, è una bella iniziativa. Ascolterò volentieri i tuoi argomenti.
È bello ascoltare la tua voce e la tua dizione chiara. Ma soprattutto il tuo pensiero.
Grazie di cuore! Mi fa davvero piacere che tu apprezzi ciò che condivido e che i miei argomenti ti interessino. Le tue parole mi incoraggiano a continuare con ancora più entusiasmo!
Primo episodio ascoltato: la scrittrice sa presentarsi senza annoiare, con quel mix di sincerità e un pizzico di umilità nel predisporsi all’ascolto che ti fa venir voglia di continuare a seguirla. Interessante vedere come trasforma le sue esperienze in storie così vive.
Ho ascoltato con molto interesse questo debutto che mi ha molto colpito. La scrittrice sembra abbia molto da dire, è dolce e preparata. Complimenti. Ci sarà molto da parlare.
Grazie di cuore Angela! Mi fa davvero piacere che apprezzi ciò che condivido e che i miei argomenti ti interessino.
Molto bello, Nadia, ho apprezzato non solo la chiarezza e la coscienza programmatica – già note a chi ha letto i tuoi libri – ma anche la pacatezza, direi la morbidezza e la gradualità con cui presenti il tuo progetto dialettico. In fondo, saper interagire con gli altri, saper ascoltare, è forse la cosa più difficile. Si avverte la prudenza che ispira chi ha rispetto per l’interiorità e che si conquista solo a prezzo di esperienze profonde, dolorose.
Il tempo scorre ma quel Ramosello che era nella Giovinezza cresce e sviluppandosi attraverso le prove della Vita che ci matura, esprime la Sua unica Peculiarità…Grazie…
Mi ha incuriosito, mi interessano i temi e mi piace la pacatezza del suo tono. La seguirò.
Complimenti per questa nuova avventura editoriale e grazie per la forza e la determinazione che metti e che sono certo non ti mancheranno nello sviluppare le tematiche di cui hai accennato di voler trattare in seguito, con la autorevolezza e pacatezza dei toni espressi. A presto risentirti ed un grande in bocca al lupo.💯💯💪😜🎊🍾
Complimenti è sempre una bella esperienza leggerti e sentirti
In quale maniera posso accedere ai vostri podcast su una piattaforma specifica, ad esempio Spotify o Apple Podcasts?
Buongiorno, basta cliccare sul logo visualizzato nel carosello
Complimenti Nadia x questo nuovo inizio. Saprai sicuramente conivolgerci in questa tua nuova avventura, affrontando tematiche a te care, con la tua empatia l’ottima dialettica ma soprattutto con il tuo carattere dolce ma determinato.
Cara Annalisa, grazie di cuore ❤️
Le tue parole mi arrivano davvero dentro. Questo nuovo inizio per me significa proprio questo: mettermi in gioco con autenticità, affrontando temi che sento necessari e condividendoli con chi, come te, ha voglia di riflettere e partecipare.
Grazie ancora a te e a tutti per il sostegno e la fiducia — è il carburante più prezioso per continuare questa avventura.
Ho avuto il privilegio di avere Nadia Mari come madrina al mio evento, e posso dire che la sua presenza non è stata soltanto una partecipazione, ma una carezza profonda sul cuore del pubblico. La sua voce non parla soltanto: accompagna, penetra, accoglie.
Nadia ha la rara capacità di trasformare le parole in comprensione e l’ascolto in cura. Nel suo modo di raccontare – che sia una storia, un’emozione o un frammento di vita – c’è verità, esperienza e una delicatezza che arriva dritta alla coscienza di chi ascolta.
Il pubblico l’ha percepita esattamente così: una guida gentile, un’anima autentica in grado di dare peso ai silenzi e valore ai messaggi. La sua sensibilità radiofonica è uno spazio in cui ci si sente accolti e mai giudicati. Non sorprende, quindi, che il suo percorso su Radio Giano stia conquistando consensi: perché Nadia non parla per occupare uno spazio, ma per aprirne uno dentro chi ascolta.
Chi la segue non riceve solo un contenuto, ma un’esperienza emotiva fatta di rispetto, profondità e umanità.
Grazie davvero Carmen! Sapere che le mie parole arrivano e accompagnano emozioni come le descrivi è la più bella ricompensa.
Stamattina ho finalmente potuto concludere l’ascolto del tuo pensiero nel podcast,
sono rimasto davvero colpito dalla tua singolare essenza, dici che l’ispirazione non cade dal cielo…ho sentito però una bella spiritualità nella tua voce, una spiritualità che conduce ad ogni tua parola, e viceversa.
Ci si sente rasserenati ascoltandoti, tranquilli, ma anche stimolati, ci si sente sempre un passo dopo ciò che siamo gia riusciti a raggiungere, mentalmente e idealmente.
Complimenti anche per i grandi obbiettivi prefissati, soprattutto riguardo le tematiche delicate.
Podcast stupendo!
L’indiscutibile professionalità di Nadia lo rende una grandissima occasione di conoscenza alla portata di tutti (questa è la sua principale preziosità) , un appuntamento con lei e con noi stessi, contraddistinto da approfondimenti culturali originali, riflessioni socio-antropologiche esplicative di gesti e fatti quotidiani, cenni storici che fanno poeticamente da sfondo a tematiche attualissime, davvero una bellissima e limpida fonte di ispirazione intellettuale per chi ama l’autenticità del ragionare!!!
Cara Nadia, riguardo al secondo podcast, sull’educazione sessuo-sentimentale, direi che dalla terza media in poi ha senso e andrebbe fatta, mentre dalla prima elementare inserirei l’educazione civica e l’educazione al concetto di rispetto in senso lato. Rispetto degli altri e della res publica, magari facendo come nelle scuole giapponesi, dove gli alunni ogni giorno puliscono i loro banchi, la loro classe e i loro bagni. L’esempio pratico e il fare insegnano più di mille parole!
Grazie Giò per il tuo commento, che trovo molto ricco di spunti interessanti ✨
Sono pienamente d’accordo con te sull’importanza di partire dal rispetto, dall’educazione civica e dalla responsabilità verso gli altri e gli spazi comuni: sono le fondamenta di qualsiasi percorso educativo. Allo stesso tempo, non sono del tutto sicura che introdurre alcuni aspetti dell’educazione affettivo-relazionale fin dall’infanzia sia sbagliato. Naturalmente non parlo di contenuti espliciti o non adeguati all’età, ma di un lavoro graduale, delicato e adatto ai bambini: riconoscere le emozioni, imparare a dare il nome ai sentimenti, capire il valore del consenso (“il mio corpo è mio, il tuo è tuo”), sviluppare empatia e rispetto dei confini.
Sono piccoli semi che, se piantati presto, possono prevenire molti problemi futuri e aiutare i bambini a crescere più consapevoli e sereni.
Trovo molto interessante il tuo riferimento al modello giapponese: educare attraverso il fare, con esempi concreti, responsabilizza davvero in modo efficace. Penso che unire questo approccio pratico con un percorso affettivo-relazionale a misura di bambino possa essere un mix molto prezioso.
Buongiorno Pasquale,
Ti ringrazio davvero per le tue parole. Anch’io sono convinta che restituire alla scuola il suo ruolo centrale nella formazione non solo “accademica” ma anche culturale, emotiva e sociale sia fondamentale per costruire una società più consapevole e rispettosa.
Educare fin dall’infanzia significa non limitarsi a trasmettere nozioni, ma accompagnare i bambini e i ragazzi nella comprensione dei sentimenti, dei confini, del rispetto reciproco e del valore delle differenze. È un lavoro che richiede tempo, competenza e collaborazione tra famiglia, scuola e comunità, ma è l’unica strada per un cambiamento reale e duraturo.
Hai ragione: non abbiamo più tempo da perdere. Davanti al ripetersi di episodi di violenza, spesso estremi, non possiamo restare spettatori. La prevenzione passa dalla cultura e l’educazione è lo strumento più potente che abbiamo.
Grazie per aver colto il senso profondo del messaggio: è da questa consapevolezza condivisa che può partire il cambiamento.
Scusate, ho provato a cliccare sull’immagine Benvenuti nel mio spazio, ma non si apre niente.
Buongiorno Enrico, la pagina era in fase di allestimento. Da oggi il collegamento al portale di Nadia Mari è operativo.
Buongiorno,
avrei voluto commentare sotto l’ultimo episodio, quelle delle donne nelle forze armate, ma non ho trovato lo spazio. Interessante e delicato l’argomento, brava Nadia a sceglierlo, ma andrebbe sviluppato, anche senza censure. Le molestie sessuali nelle forze armate non sono rare: diversi studi internazionali mostrano percentuali significative di personale militare femminile che ha subito molestie o abusi.
Spesso i casi non vengono denunciati per timore di ritorsioni, danni alla carriera o stigmatizzazione. Grazie a Sara Ronconi e all’importante lavoro che svolge.