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La Stazione Prenestina: la fermata dimenticata che racconta la storia di Roma

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Roma. Stazione Prenestina (Foto GIANOPHAPS Ottobre 2025)
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a cura redazione BLOG Giano PH

Tra i binari e i cavalcavia del quartiere Prenestino-Labicano si nasconde una delle stazioni più “silenziose” ma significative di Roma: la Stazione Prenestina.
Spesso ignorata dai pendolari che sfrecciano verso Termini o Tiburtina, questa piccola stazione ha una lunga storia intrecciata con lo sviluppo ferroviario e urbano della Capitale.

Le origini: una stazione di servizio e di raccordo

La Stazione di Roma Prenestina nasce alla fine dell’Ottocento, come punto tecnico di raccordo lungo la linea Roma–Sulmona, in un periodo in cui Roma stava diventando un nodo ferroviario strategico dell’Italia unita.
Non era una stazione passeggeri nel senso moderno: serviva principalmente come scalo merci e smistamento per il traffico proveniente dall’Adriatico e diretto verso il centro città.

Il suo nome deriva naturalmente dalla via Prenestina, una delle più antiche vie consolari romane, che collegava l’Urbe con Praeneste (l’attuale Palestrina).

Il Novecento: dal boom industriale alla periferia operaia

Durante il primo Novecento, l’area intorno alla stazione cambiò radicalmente.
Con la nascita di stabilimenti, magazzini e officine, Roma Prenestina divenne un punto vitale per il trasporto di materiali e prodotti industriali.
Negli anni Trenta e Quaranta, il quartiere Prenestino si popolò di ferrovieri e operai: la stazione era un simbolo del lavoro quotidiano e del progresso.

Nel dopoguerra, la stazione conobbe un periodo di espansione grazie alla ricostruzione economica.
Tuttavia, con l’aumento del traffico automobilistico e la progressiva centralizzazione delle linee passeggeri su Termini e Tiburtina, Prenestina tornò lentamente a un ruolo marginale, dedicato in gran parte al traffico merci.

Dagli anni ’80 a oggi: la stazione “minore” che resiste

Negli anni ’80 e ’90, con la riorganizzazione delle linee regionali, Prenestina riacquistò una funzione passeggeri limitata, servendo i treni regionali e alcuni convogli notturni.
Oggi la stazione è utilizzata principalmente per servizi tecnici e regionali, ma continua a essere un importante punto di transito per chi si muove tra Roma e il Lazio.

Le sue strutture semplici ma solide, con i binari che si diramano verso varie direzioni, raccontano una storia di resilienza urbana: quella di una stazione che non ha mai avuto la gloria di Termini, ma che continua a servire la città in silenzio.

Foto GIANOPHAPS (ottobre 2025)

Un simbolo della Roma ferroviaria nascosta

La Stazione Prenestina non è una meta turistica, ma rappresenta una parte autentica della Roma ferroviaria: quella fatta di tecnici, pendolari, binari secondari e paesaggi industriali.
Per chi ama esplorare la città oltre i monumenti, visitarla significa riscoprire un frammento di storia viva, che ancora oggi scorre lungo i binari del quartiere.

Curiosità

  • È situata nel quartiere Prenestino-Labicano, non lontano dal Pigneto, un’area oggi molto viva dal punto di vista culturale.
  • È collegata con la linea ferroviaria FL1 e altre linee regionali.
  • Nelle vicinanze si trovano interessanti murales ferroviari e vecchie strutture di servizio oggi dismesse.
APPROFONDIMENTO

La Stazione Prenestina nel 1943: il parco di smistamento di Roma sotto le bombe

Contesto storico e funzione della stazione

Nel 1943, la Stazione Prenestina di Roma rappresentava uno dei più grandi scali di smistamento ferroviario dell’Italia centrale.
L’impianto, modernizzato pochi anni prima (1936–1939) su progetto dell’ingegnere Paolo Perilli (Roma 1904-1982), era un punto strategico nel collegamento tra:

  • la linea Roma–Sulmona–Pescara (verso l’Adriatico),
  • la rete ferroviaria nazionale diretta a Termini e Tiburtina,
  • e le linee merci verso il Porto di Civitavecchia e le aree industriali romane.

Il suo ruolo era essenziale per la logistica militare e civile: smistamento di convogli, deposito materiali e collegamento tra le linee tirreniche e adriatiche.

Descrizione strutturale nel 1943

Le foto aeree dell’epoca (oggi consultabili nell’archivio Trolley Mission e presso l’Archivio Istituto Luce) mostrano un complesso ferroviario imponente:

  • Ampio fascio di binari di scalo, con raccordi multipli verso il deposito e la linea principale.
  • Edificio viaggiatori in muratura razionalista, costruito tra 1936 e 1938.
  • Magazzini e rimesse locomotive disposti lungo la parte sud dello scalo.
  • Aree di carico e scarico merci, serbatoi idrici, piccoli fabbricati di servizio.

Il paesaggio urbano circostante appariva ancora semi-rurale: campi, cave e qualche gruppo di case lungo via Prenestina e via di Portonaccio.

I bombardamenti del luglio 1943

Nel luglio del 1943, Roma subì diversi bombardamenti aerei alleati.
Tra gli obiettivi primari figuravano i nodi ferroviari: Tiburtina, San Lorenzo e Prenestina.

Le immagini della Trolley Mission (missioni di ricognizione aerea alleata) documentano chiaramente i danni:

  • Binari deformati e interrotti;
  • Strutture di deposito colpite;
  • Vagoni distrutti e deragliati nel parco di smistamento.

Il raid del 19 luglio 1943, lo stesso che devastò il quartiere San Lorenzo, colpì anche l’area Prenestina.
L’obiettivo era paralizzare i collegamenti ferroviari della Capitale e interrompere i rifornimenti alle truppe tedesche.

📸 Immagine storica: “Veduta del grande parco di smistamento della Prenestina, luglio 1943” – Archivio fotografico Trolley-Mission.de.

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Ricostruzione e riassetto postbellico

Dopo la liberazione di Roma (giugno 1944), la stazione venne parzialmente ripristinata.
Le priorità della ricostruzione ferroviaria furono:

  • riattivare i binari principali per il traffico merci e militare;
  • ripristinare i collegamenti con Tiburtina e Termini;
  • garantire la funzionalità minima per il trasporto alimentare e industriale.

Negli anni successivi (1946–1952), molti impianti secondari dello scalo Prenestina non furono più ricostruiti completamente. Tuttavia, il sito mantenne un ruolo logistico fino agli anni ’70, quando il traffico merci venne progressivamente spostato su altre linee.

Analisi urbana e memoria storica

Oggi, osservando le fotografie del 1943, emerge la straordinaria continuità morfologica dello spazio ferroviario:

  • i tracciati dei binari coincidono ancora con parte dell’attuale rete FL1;
  • alcune strutture originali sopravvivono, anche se riconvertite o abbandonate;
  • il quartiere intorno (Prenestino-Labicano, Casal Bertone) si è densificato, inglobando l’antico scalo.

La Stazione Prenestina del 1943 è quindi una chiave di lettura del rapporto tra guerra, infrastruttura e urbanizzazione: un frammento della Roma moderna che conserva memoria della sua funzione strategica e del suo sacrificio bellico.

Conclusione

La Stazione Prenestina è una delle tante “fermate dimenticate” di Roma, ma racchiude più di un secolo di storia urbana, industriale e umana.
È un luogo dove il tempo sembra rallentare, mentre i treni continuano a passare, testimoni silenziosi del continuo movimento della città.


Bibliografia e fonti principali

Qui trovi libri, articoli e archivi utili per approfondire:

  1. Wikipedia – voce Stazione di Roma Prenestina. Offre panoramica storica, dati sulle date, architettura. Wikipedia

  2. “Arte e Architettura del Ventennio – Album delle Opere Pubbliche” – per le immagini e i progetti della stazione prenestina e della stazione Termini, anni ’30. In particolare gli articoli/foto su Lavori per la costruzione della Stazione Prenestina e Termini beniculturalionline.it

  3. BeniCulturaliOnline – la scheda “Stazione Ferroviaria Prenestina – Roma – Ing. Paolo Perilli – 1936-1939” che documenta l’architetto, le fasi della costruzione, il progetto. beniculturalionline.it

  4. Trolley Mission – archivi fotografici e vedute aeree del periodo 1943 che mostrano lo scalo di smistamento e i danni bellici. Trolley Mission 1945

  5. Roma Sparita – sito con molte foto storiche del quartiere Prenestino e vie adiacenti, utilissimo per confrontare cambiamenti urbani e architettonici. Roma Sparita+1

  6. Archivi Istituto Luce – in particolare per le immagini storiche del grande parco di smistamento.



GIANO Public History APS
 è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
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