a cura redazione BLOG Giano PH APS
Da una intervista concessa al Cav. OMRI dott. Marco Lodi dal Presidente Nazionale
Gen. C.A. (ris.) Paolo GEROMETTA
Introduzione
L’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (A.N.A.C.) è una delle più prestigiose Associazioni d’Arma italiane. Erede di una tradizione secolare che affonda le radici nella cavalleria sabauda e nel Regio Esercito, l’A.N.A.C. si propone di custodire e promuovere i valori cavallereschi che hanno caratterizzato l’istituzione fin dal Risorgimento e che si sono rinnovati nell’Italia repubblicana.
La Cavalleria non è solo un corpo militare: è un patrimonio culturale fatto di spirito di sacrificio, disciplina e senso dell’onore. L’Associazione, riconosciuta come ente morale, rappresenta un punto di riferimento per ufficiali e cavalieri in congedo, per i reparti in servizio e per tutti coloro che ne condividono la memoria storica.
Per gentile concessione Rivista di Cavalleria
Origini e sviluppo
La Cavalleria italiana ha conosciuto nel corso dei secoli una profonda evoluzione: dalle originarie unità di cavalleria pesante agli ussari e lancieri ottocenteschi, fino alla riconversione in reparti corazzati e meccanizzati nel Novecento.
L’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria fu fondata nel 1921, nel contesto di un più ampio movimento di costituzione di associazioni combattentistiche e d’arma. Con il Regio Decreto 16 settembre 1926 n. 1970, l’A.N.A.C. ottenne il riconoscimento giuridico di ente morale. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Associazione venne rifondata nel 1946, con sede centrale a Roma, rinnovando la propria missione nel quadro dell’Italia repubblicana.
Oggi è articolata in numerose Sezioni territoriali in Italia e partecipa alle celebrazioni ufficiali e agli eventi culturali connessi alla tradizione cavalleresca e alla memoria delle campagne di guerra.
Finalità e attività
L’A.N.A.C. persegue obiettivi di carattere storico, culturale e sociale:
- Onorare i Caduti e perpetuare la memoria dei Reggimenti di Cavalleria.
- Sostenere il cameratismo tra gli appartenenti all’Arma, in servizio o in congedo.
- Promuovere studi storici, pubblicazioni, cerimonie e convegni.
- Tutelare il patrimonio storico-culturale della Cavalleria, dagli archivi alle uniformi.
- Supportare l’Esercito nelle attività equestri, come eredità dello spirito cavalleresco.
Tra le attività più conosciute vi sono i Raduni Nazionali di Cavalleria, la Rivista di Cavalleria, l’organizzazione di conferenze e la valorizzazione dei musei reggimentali.
La Cavalleria e la sua evoluzione
L’immagine del cavaliere è legata a simboli antichi: il cavallo, la lancia, la sciabola, l’onore personale. Eppure la Cavalleria italiana ha saputo adattarsi ai mutamenti tecnologici e dottrinali: già durante la Grande Guerra molte unità vennero impiegate come fanteria appiedata; durante la Seconda guerra mondiale la trasformazione divenne radicale, con la nascita dei reparti corazzati che si distinsero soprattutto in Africa, nei Balcani e nella difesa di Roma.
Oggi le unità di Cavalleria, che dal 1999 comprendono anche i Carristi fino ad allora appartenenti alla Fanteria, conservano la loro identità storica e i loro vessilli gloriosi, pur operando con mezzi moderni in missioni operative multinazionali.
L’A.N.A.C. oggi
L’Associazione è inserita nel Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma e mantiene rapporti costanti con lo Stato Maggiore dell’Esercito e i Comandi e le unità di Cavalleria.
- La sua missione si rinnova attraverso:
- Il periodico ufficiale “Rivista di Cavalleria”.
- Le pubblicazioni storiche sui reggimenti.
- L’attività culturale e commemorativa anche in collaborazione con le autorità locali.
- Il sostegno morale ai reparti in servizio.
In questo modo, l’A.N.A.C. continua a tramandare lo spirito cavalleresco alle nuove generazioni.
Bibliografia essenziale
- Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, Statuto e Regolamenti, Roma, ultime edizioni.
- Ministero della Difesa, Regio Decreto 16 settembre 1926 n. 1970, Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia.
- Rodolfo Puletti, Caricat! – Cinque secoli di storia dell’Arma di Cavalleria, Ed. Rivista di Cavalleria
- Giovanni Massimello, Paolo Pozzato, La Cavalleria Italiana nella Grande Guerra, Udine, Gaspari, 2006.
- Enrico Cernigoi, La Cavalleria Italiana nella prima guerra mondiale, Roma, Ufficio Storico SME, 2009.
- Pierluigi Romeo di Colloredo Mels, La Cavalleria Sabauda, Roma, Ufficio Storico SME, 2008.
- Giovanni Cecini, I Reggimenti di Cavalleria dell’Esercito Italiano, Roma, Ufficio Storico SME, 2010.
- Enzo Rando, La Tradizione Cavalleresca in Italia, Milano, Mursia, 1995.
- Stefano Ales, Il copricapo della Cavalleria italiana dal 1861 al 1943, Roma, Ufficio Storico SME, 2008.
- Pubblicazione “Rivista di Cavalleria”.
- Opere varie delle Edizioni Rivista di Cavalleria.
- Archivio digitale accessibile dal sito dell’Associazione.
Conclusione
L’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria incarna la continuità di una memoria secolare che, pur adattandosi alla modernità, resta saldamente ancorata ai valori che hanno fatto della cavalleria italiana un simbolo di disciplina, coraggio e spirito di sacrificio.
Presidenza Nazionale Via Sforza, 5 – 00184 ROMA
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