a cura redazione BLOG Giano PH
Mario Soldati è una delle figure più poliedriche e affascinanti del Novecento italiano: scrittore, regista, giornalista, autore televisivo, fine osservatore dell’animo umano e della cultura del suo tempo. La sua vita attraversa quasi un secolo di storia, dalla Torino borghese di inizio ’900 al boom economico, arrivando fino alle soglie del nuovo millennio. Nel suo percorso, Soldati ha saputo raccontare l’Italia come pochi, con uno sguardo insieme ironico, nostalgico e profondamente umano.
Infanzia e formazione
Mario Soldati nasce a Torino il 17 novembre 1906, in una famiglia borghese cattolica. Frequenta il prestigioso Collegio Sociale dei Gesuiti, esperienza che segnerà profondamente la sua sensibilità, il suo immaginario e molti dei suoi futuri personaggi.
Dopo il liceo, si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, dove entra in contatto con alcune delle personalità più influenti dell’epoca, come Ludovico Geymonat e Carlo Levi. Nel 1929 si trasferisce negli Stati Uniti grazie a una borsa di studio alla Columbia University, un’esperienza che apre la sua mente alla dimensione internazionale, alla modernità, al cinema americano: un impatto che ritroveremo chiaramente nella sua scrittura.
I primi passi nella letteratura
Soldati debutta come scrittore nel 1929, ma è con i romanzi degli anni ’30 e ’40 che consolida la sua fama. Nel 1935 pubblica America primo amore, frutto della sua esperienza americana. È un libro a metà fra diario, reportage e romanzo, e rimane ancora oggi una delle sue opere più lette.
Il cinema: un regista raffinato e popolare
Negli anni ’40 e ’50, Soldati si afferma anche come regista cinematografico. Il suo stile unisce eleganza visiva, attenzione psicologica e un’ironia sottile. Tra i suoi film più celebri:
- Piccolo mondo antico (1941) – uno dei maggiori successi del cinema italiano pre-neorealista
- Malombra (1942)
- La provinciale (1953)
- La confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971)
Il cinema di Soldati si distingue per la delicatezza con cui indaga i sentimenti e i rapporti sociali, spesso adattando romanzi celebri o suoi stessi testi.
Il ritorno alla scrittura e il successo televisivo
Negli anni ’50 e ’60, Soldati torna con forza alla letteratura e scopre un nuovo mezzo espressivo: la televisione. Diventa popolare con le sue inchieste gastronomiche, tra cui la storica serie Viaggio nella valle del Po (1957), un capolavoro di antropologia popolare attraverso il cibo, i dialetti, la vita quotidiana dell’Italia rurale.
Scrive diversi romanzi di grande successo, tra cui La bella estate, con cui nel 1954 vince il Premio Strega.
Mario Soldati – Documentario Rai – Italiani
Gli ultimi anni
Negli ultimi decenni della sua vita, Soldati alterna narrativa, giornalismo e saggi autobiografici. Si spegne a Tellaro (La Spezia) il 19 giugno 1999, nel borgo affacciato sul mare dove aveva trascorso molti anni a scrivere e pensare.
Stile e temi ricorrenti
La narrativa di Mario Soldati è caratterizzata da:
- uno sguardo malinconico ma lucido sulla società italiana;
- l’interesse per il rapporto fra passato e modernità;
- una scrittura elegante, fluida, appassionata;
- il tema della memoria, spesso intrecciata al desiderio;
- una forte componente autobiografica;
- un’attenzione sensibile al cibo come forma di identità e racconto.
Soldati è stato uno dei primi intellettuali italiani a capire il valore culturale del cibo e a trattarlo come un linguaggio, anticipando di decenni l’odierna narrativa gastronomica.
Bibliografia completa e dettagliata di Mario Soldati
Narrativa (romanzi)
- Salmace (1929) – esordio narrativo, romanzo giovanile.
- America primo amore (1935) – diario/romanzo dell’esperienza negli USA.
- La verità sul caso Motta (1941) – ambiente borghese e indagine psicologica.
- La sposa americana (1948) – romanzo sul confronto culturale USA-Italia.
- Le due città (1964) – tra autobiografia e romanzo di formazione.
- Lo specchio inclinato (1971) – riflessione su memoria e identità.
- Incendio al teatro (1978) – romanzo ambientato nel mondo della cultura e dello spettacolo.
- Marco Visconti (adattamento narrativo, 1961) – rielaborazione dall’omonimo romanzo ottocentesco.
Racconti e raccolte
- Saghe di gente solitaria (1937)
- La finestra (1956)
- La messa dei villeggianti (1962)
- Atti impuri (1979)
- A cena col commendatore (1981) – raccolta di racconti e memorie gastronomiche.
Reportage, saggi e scrittura di viaggio
Una parte fondamentale della produzione soldatiana.
Letteratura di viaggio e reportage
- Lettere da Parigi (1932)
- Lettere da Capri (1954) – vincitore Premio Strega (romanzo in forma epistolare).
- Viaggio nella valle del Po (1957) – reportage televisivo e librario.
- Vino al vino (1968–1971; varie edizioni ampliate) – peregrinazione eno-gastronomica.
- Un viaggio lungo l’Italia (1984) – ripresa matura dei temi del viaggio.
Viaggio nella Valle del Po – di Mario Soldati, il primo reportage enogastronomico della Rai
Saggi, osservazioni e taccuini
- Chi paga le spese (1968) – riflessione civile e politica.
- Storie di spie e di scrittori (1984)
- La verità viene a galla (1995) – scritti autobiografici e saggi vari.
Autobiografia, memorie, diari
- Addio alle armi? (1947) – riflessione autobiografica sulla guerra.
- L’attore (1970) – romanzo autobiografico.
- La mia Milano (1977) – taccuini e ricordi.
- Rami secchi (1989) – memorie sparse.
- La giacca verde (1991) – racconti di una vita tra ricordi e personaggi.
- La calligrafia (1996) – scritti autobiografici degli ultimi anni.
Teatro
- La giovinezza (1930)
- La scuola dei tiranni (1930)
- La finestra (1940) – adattamento teatrale del suo racconto.
Soggetti, sceneggiature e lavori cinematografici (selezione significativa)
Oltre ai film da regista, Soldati ha scritto numerosi soggetti e sceneggiature.
Regia e sceneggiatura (solo opere principali)
- Piccolo mondo antico (1941)
- Malombra (1942)
- Tristi amori (1943)
- Fuga in Francia (1948)
- La provinciale (1953)
- La donna del giorno (1956)
- La signora (1957)
- La confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971)
Sceneggiature non dirette da lui (scelta)
- Piccolo mondo moderno (1941) – sceneggiatore
- Fontamara (1940) – collaborazione
- La forza tranquilla (1957)
Giornalismo e pubblicistica
Soldati ha scritto per decenni su riviste e quotidiani, molti dei quali poi confluiti in raccolte:
- Collaborazioni con La Stampa, Il Mondo, Corriere della Sera, Tempo, Il Resto del Carlino.
- Articoli di viaggio: raccolti in varie antologie postume.
- Scritti su cibo, vino, paesaggi e costume italiano, spesso riediti in nuove edizioni.
Opere postume e raccolte complete
Molto materiale è stato pubblicato o ristampato dopo la sua morte:
- Opere scelte (Mondadori, varie edizioni)
- Lettere a Daniele Ponchiroli (1999)
- Taccuini (edizioni postume con testi sparsi)
- Scritti dispersi (raccolte di articoli e saggi riordinati)
GIANO Public History APS
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