a cura redazione BLOG Giano PH
“La guerra in Europa è finita!”. Con queste parole, il mondo accolse una notizia attesa da sei lunghi, tragici anni: la Germania nazista si era arresa. Era l’8 maggio 1945. Una data destinata a entrare nella storia come il V-E Day, il Giorno della Vittoria in Europa.
La resa incondizionata della Germania
Il 7 maggio, a Reims, il generale tedesco Alfred Jodl firmò la resa incondizionata della Wehrmacht agli Alleati. La firma entrò in vigore alle 23:01 dell’8 maggio. Fu la fine ufficiale delle ostilità in Europa, anche se in Unione Sovietica – per via del fuso orario – la vittoria venne celebrata il giorno seguente, 9 maggio.
E in Italia?
In Italia, la fine della guerra in Europa arrivava dopo la Liberazione del 25 aprile, giorno in cui le principali città del Nord furono liberate dai partigiani e dagli Alleati. L’8 maggio segnò la conferma che la guerra era finita anche per chi aveva vissuto la guerra civile, le stragi nazifasciste, le deportazioni e i bombardamenti.
La guerra in Italia, iniziata nel 1940 come aggressione fascista, si era trasformata in una lotta di liberazione e in un dramma interno. L’8 maggio fu un giorno di sollievo, ma anche di silenzio, ricordo e macerie da ricostruire.
Le celebrazioni in Europa
- In Londra, migliaia di persone affollarono Trafalgar Square. Winston Churchill pronunciò il suo celebre discorso alla radio.
- A Parigi, le campane suonarono a festa e le strade si riempirono di bandiere.
- A Mosca, i festeggiamenti ufficiali avvennero il 9 maggio con fuochi d’artificio e parate.
Milioni di persone erano morte, intere città rase al suolo, e l’Europa si risvegliava libera ma devastata. Il mondo si avviava verso un nuovo ordine globale e verso la Guerra Fredda. E, nel Pacifico, la guerra contro il Giappone continuava ancora per quattro mesi.
L’8 maggio 1945 rappresenta la fine dell’orrore in Europa e l’inizio della lunga marcia verso la pace, la democrazia e la ricostruzione. Una data da ricordare non solo per celebrare una vittoria militare, ma per riflettere sulla libertà conquistata a caro prezzo.
“Mai più guerra”, si disse allora. È un impegno che continua a interpellarci, ogni 8 maggio, ogni giorno.
Bibliografia
Libri di riferimento generali
- Beevor, Antony (2012), La Seconda guerra mondiale, Milano, Rizzoli.
- Evans, Richard J. (2009), Il Terzo Reich in guerra, Torino, Einaudi.
- Hastings, Max (2005), La fine della guerra. L’Europa 1944-1945, Milano, Mondadori.
Storia della guerra in Italia
- Pavone, Claudio (1991), Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, Torino, Bollati Boringhieri.
- Battini, Michele (2003), The Missing Italian Nuremberg: Cultural Amnesia and Postwar Politics, New York, Palgrave Macmillan.
- De Luna, Giovanni (2006), La Resistenza perfetta, Milano, Feltrinelli.
- Ginsborg, Paul (1989), Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi, Torino, Einaudi.
Testimonianze e narrativa storica
- Levi, Primo (1947), Se questo è un uomo, Torino, Einaudi.
- Fenoglio, Beppe (1968), Il partigiano Johnny, Torino, Einaudi.
- Calvino, Italo (1958), Il sentiero dei nidi di ragno, Torino, Einaudi.
Aspetti internazionali e diplomatici
- Mazower, Mark (2008), Governing the World. The History of an Idea, London, Penguin.
- Roberts, Geoffrey (2006), Stalin’s Wars: From World War to Cold War, 1939–1953, New Haven, Yale University Press.
Fine della Seconda guerra mondiale




