di Marco Lodi
29 febbraio 2020. Una data singolare per un inizio che avrebbe segnato la vita scientifica e divulgativa della nostra associazione. Quel giorno, un gruppo di amici e soci — Marco Lodi, presidente dell’Associazione, Massimo Tarquini e Attilio Virgilio — si ritrova con un obiettivo preciso: capire come fare comunicazione culturale attraverso la musica e la voce, esplorando strumenti fino ad allora poco battuti nel nostro panorama accademico e divulgativo. La destinazione è un negozio di strumentazione tecnica a Roma, la missione: acquistare la prima attrezzatura base per far nascere una radio web.
Le idee sul tavolo erano molte, accompagnate inevitabilmente da perplessità e interrogativi verso un linguaggio mediale che in Italia si trovava ancora in una fase embrionale. Un supporto inatteso arrivò proprio dal personale del negozio: un addetto con un passato nelle radio locali al quale si univa la memoria storica di Massimo Tarquini, maturata anch’essa nell’emittenza locale in Modulazione di Frequenza (FM). Ma il web impose da subito regole nuove: niente licenze di trasmissione tradizionali, ma grande attenzione al quadro normativo sul diritto d’autore e sul patrimonio sonoro.
Il primo passo fu essenziale: un mixer, due microfoni, quattro cuffie. Aggiunto un personal computer, la squadra iniziò quello che in gergo romano si definisce smanettare: sperimentare e mettere alla prova le proprie competenze individuali in elettronica, telecomunicazioni e informatica per adattarle al nuovo formato radiofonico.
La svolta della pandemia e la costruzione della community
Nel giro di pochi giorni la strumentazione divenne familiare, si individuò la piattaforma hosting e iniziò la pianificazione dei palinsesti. Nemmeno il tempo di registrare le prime puntate che, a un mese di distanza, l’esplosione della pandemia da Covid-19 e il conseguente lockdown imposero il distanziamento fisico.
In quel contesto di isolamento, la radio web si rivelò uno strumento straordinario di resistenza culturale e coesione sociale. La voce divenne il tramite per rimanere in contatto, riflettere sulla contemporaneità e continuare a fare Public History: storia, letteratura, tutela dell’ambiente, recensioni librarie, cinema e musica trovarono uno spazio d’ascolto condiviso e partecipato.
Con il progressivo ritorno alla normalità e forte dell’esperienza maturata sul campo, il progetto ha compiuto un salto qualitativo. L’esigenza di standard audio sempre più elevati ha portato all’acquisto di strumentazioni professionali. L’interesse crescente ha coinvolto soci, collaboratori e ricercatori: le rubriche si sono moltiplicate, la rete dei podcaster si è ampliata e gli ascolti hanno superato i confini nazionali, attirando ospiti del mondo accademico e culturale.
Oltre la trasmissione: la nascita di un Archivio Sonoro di Public History
A sei anni da quella prima giornata, il bilancio del nostro lavoro volontario conta oltre 34.000 podcast scaricati e 27 rubriche attive. La radio è uscita dalle pareti dello studio per farsi itinerante, portando i propri microfoni dal vivo all’interno di caffè culturali, sale conferenze e teatri.
Oggi Radio Giano non è soltanto uno strumento di diffusione scientifica, ma persegue una missione precisa: costituirsi come un vero e proprio Archivio Sonoro della memoria. Un patrimonio audio aperto, democratico e accessibile, pensato per offrire fonti e contenuti a un pubblico vasto ed eterogeneo — dallo studente al docente universitario, fino al semplice appassionato di storia.
Autore: Marco Lodi capo tecnico in Telecomunicazioni e laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale (Univ. Roma Tre)
Foto di Marco Lodi. Le attrezzature della Radio per collegamenti da remoto.
Bibliografia
- Damiano Crognali, Podcast. Il nuovo rinascimento dell’audio. Come raccontare, pubblicare, promuovere storie da ascoltare, Roi edizioni, Macerata, 2020
- Carlo Emilio Gadda, Norme per la redazione di un testo radiofonico, Adelphi, Milano, 2018
- Stefano Tumiati, Manuale audio per il podcast. Impara le basi dell’audio digitale e migliora il suono dei tuoi podcast, Amazon, 2021
Dona il tuo 5×1000 all’Associazione di Promozione Sociale Giano Public History indicando il codice fiscale 97901110581 nella tua dichiarazione dei redditi. È un gesto semplice che non ti costa nulla, ma che per noi fa la differenza. In alternativa, puoi scoprire gli altri modi per sostenerci (anche con erogazioni liberali) collegandoti a questa pagina.





Bella sintesi è una bella esperienza ancora in corso…. Ci saranno sicuramente nuovi e interessanti sviluppi….
Grazie Luciano per il supporto! Siamo piccoli ma tosti!
Congratulazioni Marco, la tua Grande determinazione, le tue notevoli capacità organizzative e umane hanno permesso quello che io ritengo un grande miracolo a disposizione di tutti.… Ad maiora!
Ti ringrazio di cuore, Angelo. Il tuo sostegno morale è davvero fondamentale per permettermi di andare avanti.