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    La Storia delle Figurine Liebig

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    Album figurine Liebig (Collezione M. Lodi)
    Proprietà:
    909 parole e 6322 caratteri. Tempo di lettura 2 minuti.

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    Le figurine Liebig rappresentano una delle prime forme di pubblicità illustrata su larga scala e sono oggi considerate preziosi oggetti da collezione. Nate nell’Ottocento, queste piccole immagini sono un punto d’incontro tra arte, storia sociale e marketing. Il loro successo è durato più di un secolo, diffondendosi in tutto il mondo e influenzando anche la nascita del moderno collezionismo di figurine.

    Origini: Justus von Liebig e il Brodo Concentrato

    La storia delle figurine Liebig ha origine con Justus von Liebig (1803–1873), un chimico tedesco che rivoluzionò l’agricoltura e la nutrizione. Liebig sviluppò un processo per la produzione di estratto di carne, un alimento proteico e conservabile, particolarmente utile per i lavoratori, i militari e i malati.

    Nel 1865 nacque la Liebig’s Extract of Meat Company (LEMCO) con sede a Londra, ma operante principalmente in Uruguay, dove la carne bovina era abbondante e a basso costo. Il prodotto, noto come “Estratto di Carne Liebig”, veniva venduto in piccoli vasetti di vetro ed era destinato inizialmente a un pubblico borghese ed elitario.


    Per gentile concessione M.Lodi


    La Nascita delle Figurine (1872)

    Per promuovere il proprio prodotto, LEMCO iniziò nel 1872 a inserire nelle confezioni delle piccole illustrazioni a colori: nacquero così le figurine Liebig. All’inizio si trattava di semplici immagini con funzione decorativa, ma presto si trasformarono in un vero e proprio mezzo di comunicazione visiva.

    Le figurine erano stampate in litografia a colori, tecnica all’avanguardia per l’epoca, e rappresentavano soggetti di ogni tipo: paesaggi esotici, animali, costumi tradizionali, scene storiche, invenzioni, mestieri, favole e altro ancora.

    Il Boom del Collezionismo

    La Liebig comprese ben presto il potenziale commerciale delle figurine. Le serie venivano pubblicate in set da 6 (più raramente da 12) figurine, ciascuna con un tema comune. Gli acquirenti erano incentivati a comprare più prodotti per completare le serie. In alcuni casi, era possibile ottenere le figurine anche tramite raccolte punti o invii postali.

    Il collezionismo delle figurine Liebig esplose soprattutto tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Molti bambini, ma anche adulti, raccoglievano, scambiavano e conservavano le figurine in appositi album. In alcuni paesi europei (come Francia, Germania e Italia), la raccolta delle Liebig divenne un passatempo popolarissimo.

    Un’enciclopedia illustrata

    Oltre al valore estetico e collezionistico, le figurine Liebig ebbero anche un’importante funzione educativa. Ogni serie era accompagnata da un testo esplicativo sul retro, spesso ricco di informazioni scientifiche, geografiche, storiche o culturali. In un’epoca in cui l’accesso all’istruzione e ai libri era ancora limitato per molti, le figurine costituivano una sorta di “enciclopedia popolare illustrata”.

    Stile artistico e collaborazioni

    Liebig si affidò a importanti illustratori e litografi dell’epoca. Le figurine erano curate nei minimi dettagli e spesso firmate da artisti noti, anche se non sempre le firme erano visibili. Lo stile variava dal realismo al romanticismo, con frequente uso di ornamenti, sfondi pittorici e composizioni vivaci.

    Il formato tipico era rettangolare, di circa 7 × 11 cm, ma vi furono anche edizioni speciali più grandi, sagomate o con effetti particolari.

    Le figurine in Italia

    In Italia, le figurine Liebig furono distribuite con grande successo a partire dalla fine dell’Ottocento. Il marchio Liebig divenne sinonimo di qualità, e le figurine si diffusero nei negozi e nelle case italiane come premi graditi, in particolare per i bambini.

    Nel nostro Paese, la collezione di figurine Liebig è tra le più diffuse e meglio conservate: molte famiglie possiedono ancora vecchi album, spesso tramandati da generazioni.

    Declino e fine della produzione

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’evoluzione della pubblicità e l’avvento di nuovi media, l’interesse per le figurine Liebig cominciò a calare. L’ultima serie ufficiale fu prodotta nel 1975, dopo oltre un secolo di pubblicazione ininterrotta.

    In totale, si contano oltre 1.900 serie diverse, per un totale di più di 11.000 figurine.

    Le Figurine Liebig oggi

    Oggi le figurine Liebig sono oggetto di collezionismo internazionale. Esistono cataloghi dettagliati, club di appassionati, aste specializzate e siti internet dedicati. Il valore delle figurine varia a seconda della rarità, dello stato di conservazione e della lingua di stampa.

    In particolare, le serie stampate tra il 1872 e il 1905 (le cosiddette “pre-serie numerate”) sono tra le più rare e ricercate.

    Curiosità

    • La lingua di stampa sulle figurine dipendeva dal mercato: ci sono edizioni in francese, tedesco, italiano, spagnolo e olandese.
    • Alcune figurine trattano temi oggi considerati controversi, come stereotipi coloniali o etnici, riflesso del pensiero dell’epoca.
    • I grandi cataloghi Liebig come quelli di Sanguinetti, Bianchi o Papetti sono ancora usati dai collezionisti per identificare le serie.

    Bibliografia

    Ecco una selezione di opere e risorse utili per approfondire l’argomento:

    Libri

    • Guido Sanguinetti, Catalogo delle figurine Liebig, Milano, ed. varie, aggiornato periodicamente.
    • Giovanni Papetti, Figurine Liebig. Storia, catalogo e valutazione, Milano, Edizioni Archivio Papetti, 1995.
    • Marzio Dall’Acqua, Liebig: le figurine della memoria, Parma, MUP Editore, 2003.
    • Jürgen Christmann, Liebig Sammelbilder, Köln, Taschen Verlag, 1996.
    • Franco e Maria Teresa Di Pietro, Liebig: figurine e pubblicità, Roma, Edizioni Medusa, 2007.

    Riviste e articoli

    • Il Collezionista, rivista mensile di numismatica e collezionismo, varie annate.
    • La Gazzetta delle Figurine, periodico di settore.

    Siti web


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