di Simone Girardi
“In illo uno unum”, nell’unico Cristo siamo uno.
In una realtà globale sempre più votata all’esasperazione dell’individuo, del singolo, con una tendenza quasi parossistica al solipsismo, il neoeletto successore di Pietro, alla guida della Chiesa di Roma, nel suo motto invita l’umanità a unirsi nella diversità, a farsi comunità.
Sono le 18:07 italiane di giovedì 8 maggio 2025. In Italia, le strade cittadine debordano di auto, biciclette, persone, sulla via di casa dopo la giornata lavorativa. Oltreoceano, l’orologio si appropinqua al mezzogiorno. In Oriente, il cielo si dipinge di stelle. Gli occhi del mondo, però, già da giorni convergono in un unico punto: la città eterna, Roma. Dal 21 aprile, con la scomparsa di Francesco, passato il momento di lutto, il filo rosso che lega i continenti s’intreccia intorno a una sola domanda: “Chi sarà il nuovo Pontefice?”. La risposta giunge proprio nel giorno in cui si celebra la Beata Vergine di Pompei. Dal comignolo più famoso, osservato con impazienza da miliardi di persone, e inquadrato incessantemente dagli occhi tecnologici delle telecamere, l’inaspettata fumata bianca ruba la scena alle vere celebrità delle ultime 24 ore, una famiglia di gabbiani.
L’insofferente apnea mondiale, in cui la Fede cede il passo alla curiosità occasionale, può sciogliersi nella levata generale di sguardi e smartphone verso il tetto della Cappella Sistina prima, e verso la loggia di San Pietro poi: «Habemus Papam». È il cardinale francese Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, a scandire il nome: «Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Prevost, qui sibi nomen imposuit Leonem XIV».
Un nome non certo attenzionato dai bookmakers, nel primo conclave dell’epoca social. Le prime sensazioni, naturalmente, giungono dalla “pancia” di quel popolo trepidante in piazza San Pietro, e nelle case incollato al teleschermo. Nei minuti che precedono la comparsa del nuovo vescovo di Roma dalla loggia centrale, le esternazioni sono tante; dalla provenienza, al nome scelto, Leone XIV, parso forse anacronistico ai più, abituati ormai alla rivoluzione totale operata da Francesco.
Fuori dal tempo, sembrerebbe anche la decisione di Papa Prevost di presentarsi alla piazza con la mozzetta rossa e la stola ricamata in oro, paramenti liturgici ai quali Francesco aveva disabituato l’occhio giudicante del popolo di Dio. Un richiamo, un ritorno alla “tradizione”, o più semplicemente una precisa volontà di attenersi al rigore liturgico?
Anche il saluto, all’umanità tutta, sembra un flashback nella storia: «La pace sia con tutti voi», e le braccia aperte verso la gente. La nostalgia per quel «Fratelli e Sorelle, buonasera» di bergogliana memoria, diventa il sentimento più diffuso, espresso sui social. Leone XIV non è, né sarà Papa Francesco. L’evidente commozione sul volto non scompare nemmeno al primo vero e proprio appello innanzi al mondo, in un ottimo italiano: «anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la Terra. La PACE sia con voi».[1]
Colpiscono, dei circa dieci minuti di discorso ai fedeli – scritto, e non “a braccio” ‒ tre espressioni in particolare: una «pace disarmata e disarmante», l’invito a «costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro», l’appello a una «chiesa sinodale».
Una Pace raggiunta camminando insieme, in comunione, costruendo ponti di dialogo, con il dialogo. Questo il senso più profondo di quell’aggettivo tanto complesso quanto significativo, «sinodale».
Centrale, in questa direzione, il riferimento alla regola agostiniana, osservata da Prevost, «figlio di Sant’Agostino», come lui stesso ha voluto definirsi. Scrive il Santo d’Ippona nella sua Regola: «Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti è che viviate unanimi nella casa e abbiate unità di mente e di cuore protesi verso Dio».[2] Ritorna il motto, scelto dal Santo Padre: “In illo uno unum”.
Agostiniano dal 1977, missionario in Perù dal 1985, e priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino[3] dal 2001 al 2013, la formazione filosofica di Prevost – unita a una laurea in Scienze matematiche, novità per un Papa – prelude a un ministero petrino attento al piano dottrinale, e alle Scritture, come lo stesso Santo d’Ippona scrisse nelle sue Confessioni.[4] È lo stesso Leone XIV, nel primo incontro con i confratelli cardinali, a rinnovare la centralità della prima Esortazione apostolica Evangelii Gaudium[5] del predecessore Francesco, risalente al 2013, richiamando «il ritorno al primato di Cristo nell’Annuncio, […] la crescita nella collegialità […], l’attenzione al sensus fidei […], la cura amorevole degli ultimi, degli scartati […]»; segnali fortemente orientati nella direzione di una Chiesa missionaria, nella contemporaneità.
La scelta del nome si inscrive ancora una volta nella volontà-necessità di mantenere un saldo rapporto tra Chiesa, Fede, e mondo attuale. Da Leone I (440-461), San Leone Magno, che guidò il cattolicesimo alla vigilia della disgregazione dell’Impero Romano d’Occidente, vestendo sovente anche i panni di mediatore diplomatico, rafforzando la centralità del ministero petrino; fino a Leone XIII (1878-1903), fondatore della moderna Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con l’enciclica Rerum Novarum, del 1891.[6] Papa Pecci, in quell’occasione, «affrontò la questione sociale, nel contesto della prima grande rivoluzione industriale», ammonendo la classe operaia circa l’impraticabilità della strada socialista e rivoluzionaria, auspicando che tra dipendenti e padroni potesse nascere una soluzione associativa, nel rispetto dei diritti dei più deboli.
«Oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di Dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale, e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia, del lavoro».[7]
Oggi, con una realtà storica tormentata da divisioni, in cui i grandi della Terra sembrano ambire alla vanità del potere più che alla virtù della Pace fra i popoli; dopo Francesco, spetterà a Leone ‒ che del Santo di Assisi era amico fraterno e compagno fedele, negli ultimi anni di vita ‒[8] tracciare il sentiero missionario della Chiesa cattolica, per un’umanità pronta ad abbattere i muri, e a costruire ponti, senza confini. Con la certezza che, per Prevost, Papa Leone XIV, l’augurio arrivi dalla stessa voce di Papa Francesco, con quelle parole che il poverello d’Assisi rivolse a suo fratello Leone: «Fratello Leone, il tuo fratello Francesco ti augura salute e pace!»[9]
AUTORE
Simone Girardi, laureando in “Scienze Storiche”, già dottore presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano. Con Biblion edizioni ha recentemente pubblicato il libro “Lettere dalla steppa: storia di coloro che non tornarono”, dedicato alla storia della Campagna italiana di Russia 1941-1943.
BIBLIOGRAFIA
- Agostino Trapè, Agostino. L’uomo, il pastore, il mistico, Cuneo, Editrice Esperienze, 1979
- Sant’Agostino d’Ippona, La Regola
- Sant’Agostino d’Ippona, Le Confessioni
SITOGRAFIA:
- Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, cfr. https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html
- Rerum Novarum, Lettera enciclica di S.S. Leone XIII, cfr. https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html
- Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, cfr. https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html
- Lettera di San Francesco a frate Leone, https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/san-francesco-di-assisi/fonti-francescane/gli-scritti/francescani/36
FONTI IMMAGINI
- https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/habemus-papam2025.html
- https://www.chiesadimilano.it/fotogallery/leone-xiv-le-immagini-del-nuovo-papa-2837215.html (immagine allegata alla mail)
FILMOGRAFIA
- Sant’Agostino, 2010, regia di Christian Duguay, cfr. https://www.raiplay.it/programmi/santagostino
- Il sogno di Francesco, 2016, regia di Renaud Fely e Arnaud Louvet, cfr. https://www.raiplay.it/programmi/ilsognodifrancesco
- Conclave, 2024, regia di Edward Berger (nessun link disponibile)
Note
[1] Vatican news, Pope Leo XIV, formerly Card. Prevost, appears and delivers his first address, cfr. https://www.youtube.com/watch?v=lAudmA9oAoA
[2] Sant’Agostino d’Ippona, La Regola
[3] Agostino Trapè, S. Agostino. L’uomo, il pastore, il mistico, Cuneo, Editrice Esperienze, 1979
[4] Agostino d’Ippona, Le Confessioni
[5] Cfr. Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium del Santo Padre Francesco ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici, sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html
[6] Rerum Novarum, Lettera enciclica di S.S. Leone XIII, https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html
[7] Primo incontro di Papa Leone XIV con i confratelli cardinali, cfr. https://www.youtube.com/watch?v=DVBKwYe5FOM
[8] Ci si riferisce, in questo contesto, a frate Leone, compagno fraterno di San Francesco d’Assisi, negli ultimi anni di vita di quest’ultimo. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia/leone-d-assisi_(Dizionario-Biografico)/
[9] Lettera di San Francesco d’Assisi a frate Leone, https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/san-francesco-di-assisi/fonti-francescane/gli-scritti/francescani/36




