Giugno, 2026
2 giugno 1946: Una matita, una scelta. Primo voto politico delle donne italiane e nascita della Repubblica
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GIANO PUBLIC HISTORY APS 2 giugno 1946: Una matita, una scelta Primo voto politico delle donne italiane e nascita della Repubblica di Nadia Mari Il 2 giugno
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2 giugno 1946: Una matita, una scelta Primo voto politico delle donne italiane e nascita della Repubblica di Nadia Mari
Il 2 giugno 1946 segnò una svolta storica: per la prima volta le donne italiane parteciparono a una consultazione politica nazionale, votando sia per il referendum tra Monarchia e Repubblica sia per l’elezione dell’Assemblea Costituente. In realtà le italiane avevano già votato alcuni mesi prima, nelle elezioni amministrative del 1946 svolte in diverse città e comuni, ma quel 2 giugno rappresentò il loro ingresso pieno nella vita democratica del Paese. In questo episodio raccontiamo il lungo cammino verso il suffragio femminile, le emozioni di quelle giornate e il contributo decisivo delle donne alla nascita della nuova Italia democratica.
• Salvatore Morelli (1824–1880) fu un giurista, giornalista e deputato italiano originario di Carovigno. Partecipò ai movimenti risorgimentali di ispirazione mazziniana e venne incarcerato per attività antiborboniche. È ricordato soprattutto come uno dei primi sostenitori dei diritti delle donne in Italia: propose il suffragio femminile, il divorzio e l’uguaglianza giuridica tra uomo e donna. Tra le sue opere più note vi è La donna e la scienza (1861).
• Anna Maria Mozzoni (1837–1920) fu una delle principali figure del femminismo italiano dell’Ottocento. Sostenne il diritto di voto alle donne, l’accesso femminile all’istruzione e la riforma del diritto di famiglia. Nel 1877 presentò una petizione al Parlamento per il suffragio femminile e fondò a Milano la “Lega promotrice degli interessi femminili”. Tradusse inoltre in italiano The Subjection of Women di John Stuart Mill.
• Anna Kuliscioff (1854/1857–1925), nata in Crimea con il nome di Anja Rosenstein, fu una rivoluzionaria socialista e una delle figure più importanti del socialismo italiano. Laureata in medicina, fu chiamata “la dottora dei poveri” per il suo impegno sociale. Militò prima nell’anarchismo e poi nel socialismo riformista accanto a Filippo Turati. Si batté per l’emancipazione femminile, il suffragio universale e i diritti dei lavoratori.
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